
Perché è necessario prima il rapport
Durante le diverse attività che mi trovo a realizzare in collaborazione con imprenditori e startupper, di diversi settori, spesso mi trovo a dialogare di diverse esperienze e situazioni che normalmente viviamo nella nostra vita personale. La conversazione molto spesso spazia su vari argomenti, dalla vita personale, allo sport, alla politica a volte anche semplici storielle o esperienze vissute. Per forza di cose il raggiungimento del focus principale legato all’attività di consulenza o di coaching vero e proprio, impegna maggior tempo rispetto a quanto pianificato.
Facendo successivamente un’analisi, mi rendo conto che a volte questa digressione in altri contesti e in altri territori, potrebbe generare un rallentamento delle attività pianificate e quindi allungare i progetti. La durata del progetto spesso diventa determinante per una serie di esigenze, soprattutto per quanto riguarda progetti finanziati, ma la qualità del lavoro fatto comunque appaga sia il cliente che noi stessi.
Ma effettivamente la costruzione di questo dialogo porta dei benefici oppure no? Questa domanda spesso torna nelle comunità di pratica e di dialogo fra coach e spesso abbiamo dei pareri differenti.
A dirla tutta, penso che la costruzione di un solido dialogo fra coach e coachee generino un’attività completa e maggiormente performante che porta concreti benefici e che a volte un allungamento delle attività di progetto siano necessarie al fine di ottenere un risultato maggiormente efficace.
Alcuni colleghi non la pensano allo stesso modo, spesso la professionalità genera un’attività maggiormente asettica che raggiunge gli obiettivi in modo più rapido, ma l’efficacia è la stessa rispetto ad un’azione di rapport più empatico e dialogante? Ma ancora, il cliente sarà più o meno soddisfatto? A conclusione della contesa, ci sarà solo la valutazione del cliente e come sempre risulta essere un punto estremamente soggettivo.
Come spesso avviene in questi casi, l’applicazione della filosofia ci aiuta e sicuramente “la giusta via è nel mezzo”.