
Da Gruppo di Lavoro a Team Aziendale
Spesso durante le mie sessioni di team coaching è questa una delle prime domande che pongo alle persone presenti. Il più delle volte le risposte sono diverse, qualcuno riesce a dare la giusta definizione, mentre per altri è molto limpido che non sa nemmeno di cosa si parli.
Tutto sommato, penso che la versione più effettiva sia quella dei secondi, perchè in realtà è un discorso articolato che va spiegato meglio su diversi piani di ragionamento.
Intanto diciamo subito che le definizioni accademiche indicano come Gruppo di Lavoro “Tutte le persone sono dirette da un unico supervisore, ma non collaborano necessariamente tra di loro per portare a termine i loro incarichi”.
Per il Team aziendale invece si parla di “un numero di persone dotate di competenze complementari, le quali si impegnano per raggiungere uno scopo comune rispetto a cui si ritengono mutualmente responsabili”.
Effettivamente l’alchimia di funzionamento di un team è molto complessa e articolata e sicuramente una definizione non basta a descriverla. Principalmente penso che una delle componenti essenziali sia un aspetto spesso sottovalutato che nasce nel tempo e dalla reciproca conoscenza, sto parlando della complicità. Un termine che spesso è usato in modo negativo, ma è invece una delle essenze del team affiatato che consente di lavorare in modo sinergico.
L’esempio più semplice è come sempre la metafora con la squadra di calcio che vince e che si trova “a memoria”, vuol dire che ogni giocatore si trova al posto giusto nel momento giusto e il gioco scorre anche non guardandosi. Effettivamente un team aziendale che da il massimo è molto simile, persone con limiti e grandi capacità che però a volte possono avere difficoltà e fare errori, proprio in questa situazione il team esprime la sua forza, supportandosi a vicenda e riuscendo anche durante i problemi.
